Velenose

Scritto da Angelo D. :: [Lunedì, 14 Gennaio 2019 09:48]
Recensione su Velenose

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Poche volte ci si imbatte nella cruda realtà perché spesso e volentieri è comodo nascondere dietro uno spesso strato di zucchero quelli che sono i momenti della vita più concitati, comandati dall'istinto animale. Thomas Gilbert lo sa bene e per questo motivo in "Velenose" decide di grattarlo via prepotentemente, lasciando scoperta volutamente quella fase della vita in cui l'impeto comanda testa e cuore. L'adolescenza è un periodo particolare in cui ogni individuo viene comandato da un'ondata di ormoni che lasciano poco spazio al raziocinio, sopraffatto da un impulso selvatico irrefrenabile.

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Le protagoniste, Domitille (la bionda) e Nour (la mora), vengono presentate nelle prime pagine del volume su un cornicione di un palazzo, poco prima del salto nel vuoto che le porterà verso la morte. Hanno appena commesso un enorme errore, qualcosa di irrecuperabile che comprometterà il loro futuro, per questo motivo decidono che è il momento di prendere il volo e lasciare quella vita che le ha spinte al limite, bruciate come un fiammifero.

La rountine quotidiana è un condensato di feste con luci psichedeliche, droga, alcool, sesso tanto da spingerle sempre più vicino alla linea del non ritorno, da quella voglia di crescere velocemente per eliminare le barriere imposte alla gioventù.

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Due quindicenni completamente succubi l'una dell'altra, dipinte come Medusa e Atena dall'autore, facce della stessa medaglia. Si contrastano, si amano, si disprezzano, si cercano perché non riescono a ignorarsi a vicenda. Un unico animo che porterà la parte più razionale a decadere nel vizio, ammaliata dagli eccessi di una società corrotta che costruisce le proprie fondamenta sul baratro di un dirupo senza fondo.

Velenose è la sintesi di come, nell'epoca moderna, un adolescente viene sopraffatto dall'eccesso di libertà in cui l'adulto è visto come uno strumento da sfruttare, che nulla può contro l'irrefrenabile fame che spinge i giovani d'oggi a distruggersi con le proprie mani. Rimane inerme, un pupazzo figlio del boom economico degli anni ottanta, incapace di tracciare la via della propria progenie.

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L'autore propone la storia utilizzando un tratto timido, più acerbo rispetto ai suoi ultimi lavori per ovvi motivi, colorandola con toni fluorescenti, quasi acidi e sfrutta alcuni elementi scontati come le classiche farfalle nella pancia o la citazione de "Il Bacio" di Gustav Klimt per rimpinguare la sceneggiatura che può risultare immatura anche se perfettamente coerente con i contenuti proposti.

 

Velenose di Thomas Gilbert

Traduzione a cura di Davide Bertaina

Edizioni BD – 2015

Brossurato 17 x 24 cm – 160 pag. A colori – 17,00 euro

 

Angelo D. Ascani

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