Hell Baby

Scritto da Angelo D. :: [Martedì, 20 Novembre 2018 21:08]
Recensione su Hell Baby

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È notte fonda, un temporale minaccioso scaglia fulmini e saette che illuminano il cielo funesto. La felicità è ai massimi livelli perché state per diventare padre di due gemelle. Nei mesi precedenti tutto è stato perfetto, il decorso della gravidanza regolare, non una nausea, niente minacce d'aborto o parto prematuro. È giunto il momento, il primo vagito non si scorda mai, in questo caso addirittura doppio, poi il silenzio dietro la porta della sala parto. Il medico ginecologo esce e vi fa cenno di seguirlo in una stanza appartata, deve comunicarvi qualcosa, ma nulla potrà prepararvi all'incresciosa scoperta. Una delle due gemelle è un abominio, sicuramente la figlia del demonio.

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La neonata è orripilante nell'aspetto, non beve latte, ma sangue umano, rimediato nell'emoteca del nosocomio. Proprio in quel momento tutta la felicità accumulata viene disintegrata come un vetro che va in frantumi dopo un colpo ben assestato. Il terrore si impadronisce del vostro viso, gioca con la pelle, i muscoli, i vasi sanguigni. È lui il protagonista di questa vicenda e comparirà più di una volta per ricordarvelo, per sincerarsi delle vostre precarie condizioni mentali, di spettatori impietriti.

Panico e paura vengono istillati nel vostro cuore. Temete per la sorella, per la madre, per voi stessi cedendo proprio in quel momento all'oscurità. Stipulate un patto col diavolo, implorate il dottore di non raccontare a nessuno di quella notte, infagottate la piccola creatura deforme per scomparire nel buio, con un solo obiettivo in testa, cancellarla dalla faccia della terra.

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La neonata verrà gettata nel cimitero del mondo, un luogo dove ogni persona lancia tutto ciò che vuole eliminare per sempre. E proprio in quel luogo lei muore per poi risorgere cadavere ambulante, piena di vermi, spinta dal rancore che le stesse azioni del padre hanno contribuito a far crescere a dismisura. Con questo atto si chiude la prima parte dell'opera in cui Hino evidenzia la mortalità dell'uomo, l'impotenza nei confronti della natura e l'origine artificiosa della maggior parte del dolore esistente al monto.

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Trascorrono sette anni, la neonata è ora bambina, apparentemente non le manca nulla essendo divenuta la regina del cimitero. Ma qualcosa in lei si è risvegliato, un sentimento umano a lungo assopito è ora ritornato a tormentarla. La necessità di calore umano istintivamente la spinge verso il centro abitato, ma viene mascherata dalla contrastante vendetta, una vecchia ingobbita che la incita a ritorcersi contro chi l'ha gettata come immondizia. Le luci della città la chiamano, la vista di una bambina in un viale ai margini del borgo la sconvolge, non le permette di dormire, l'assilla incessantemente fino a spingerla definitivamente fuori dal cimitero.

Hell Baby looks out at the city lights

Inizia in questo modo la seconda ed ultima parte in cui Hino manifesta l'orrore della vendetta, la rivalsa di un essere abbandonato a se stesso, costretto a vestire i panni del male e a subirne le conseguenze quando in realtà è vittima innocente. Hell Baby nasce nel 1984, ma sa molto di Devilman di Go Nagai, fratello maggiore nato nel 1972. In entrambi i casi il concetto di fondo è più terrificante di tutte le aberrazioni trasformate in disegno. L'uomo è artefice spesso e volentieri di tutte le amenità che lo colpiscono, vittima falsamente inconsapevole e aguzzino tremendamente lucido.

La fine del mostro è già scritta, non potrà riscattarsi, così è stato deciso fin dalla sua nascita.

"Come i vermi che strisciano per terra."

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Ci sono voluti solo 26 anni (avete capito bene, ventisei) per rivedere un'opera di Hideshi Hino pubblicata in Italia. Visione d'Inferno della Telemaco Comics, proposta nel lontano 1992 nella collana Mondo Mongo, è oramai un volume introvabile se non a prezzi proibitivi. Con Hell Baby, inserito nella collana Showcase, Dynit si dimostra coraggiosa ed altrettanto saggia nello sfruttare il momento d'oro del fumetto horror giapponese celebrato dall'arrivo in massa delle opere di Junji Itou e dall'oramai sdoganato Shintaro Kago.

Un bel salto nel vuoto che ogni appassionato del genere dovrebbe supportare con tutte le forze, in vista dell'uscita di Bug Boy (di prossima uscita) ed alla presenza sempre più consistente di opere pescate da quella risma di autori oramai di fama mondiale che hanno fatto del manga horror giapponese una nicchia oramai storica. Come lo stesso Kazuo Umezu, anche lui introdotto recentemente grazie a 001 Edizioni / Hikari con Aula alla deriva (tre volumi, completa) ed all'enorme sforzo di In Your Face Comix che ha compiuto l'impresa di proporci Cat Eyed Boy (tre volumi, completa).

 

Hell Baby di Hideshi Hino

Traduzione a cura di Asuka Ozumi

Dynit Manga – 2018

Brossurato 17 x 24 cm – 200 pag. in b/n – 16,90 euro

 

Angelo D. Ascani

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