Phonx

Scritto da Angelo D. :: [Martedì, 31 Luglio 2018 15:20]
Recensione su Phonx

Cover PHONX

Era il 1995 quando Phon Ics, proposto in futuro come Phonx sotto l'egida di Black Velvet, veniva pubblicato sul numero 53 della rivista Blue. Nel pieno del triennio in cui Paolo Bacilieri era intento a scrivere per un pubblico adulto quando lui stesso non lo era ancora o quasi, io avevo appena otto anni e dei fumetti ancora non me ne fregava niente. 

Erano gli anni di Durasagra (1994), Phonx per l'appunto e Supermaso Attitude (1996 per Phoenix), dopo la pubblicazione di Una storia del cazzo reputato fallimentare, qualitativamente scadente, quasi dimenticato dallo stesso autore che cambia perfino il nome d'arte (all'epoca Baciliero), ma che personalmente mi ha fatto ridere parecchio, e Barokko di cui servirebbe una nuova edizione visto che è introvabile.

Era l'esplosione del talento di un autore che sarebbe diventato un caposaldo del fumetto italiano odierno. Quello che, negli anni, ha collaborato con Bonelli per le sue maggiori testate, Coconino Press per i suoi lavori più ricercati (sia a livello di contenuti che di struttura come Sweet Salgari e Fun / More Fun) e recentemente Hollow Press per ripiombare nella sperimentazione underground con il magnifico Palla, vincitore del premio Gran Guinigi come miglior fumetto breve a Lucca Comics & Games 2017.

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Ma torniamo a noi. Phonx parla dell'assurda storia tra un rapitore e l'ostaggio, tra il reale ed il surreale, tra la serietà di una situazione altrimenti preoccupante e il subdolo impersonato da un bradipo stuprato da un perverso malato.

Ignazio (il cui tratto è ispirato al calciatore Attilio Lombardo) non sa come fare, si taglierebbe il cazzo pur di uscirne, ma non trova il coraggio e ripiomba sempre più succube tra le mani di Carmen, la ragazza rapita, figlia della famiglia ricca per antonomasia. Ignazio non sa cosa dire, suda copiosamente, il suo cervello è in pappa mentre passa il phon sul sedere di Carmen, coperto da un asciugamano. Ignazio cade come un allocco nella tela del sesso da lei sapientemente architettata, cade a dirotto mentre il suo compare rientra, lo trova in quello stato e decide di fargli saltare le cervella. Sta per premere il grilletto quando accade un imprevisto, da questo momento in poi anche quel poco di senso che c'era viene accantonato per dare spazio al surreale.

Forte della carta bianca lasciatagli da Francesco Coniglio (all'epoca direttore di Blue), Paolo Bacilieri se ne frega dell'indirizzo della rivista (in parte erotico, in parte fumetto, in parte tutto il resto) per dare sfogo al suo estro folle, quello tecnicamente nascosto, quello forse represso.

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La Editoriale Cosmo lo ha pubblicato in formato edicola al modico prezzo di 3,50 euro, ottima scusa per parlarvene e consigliare questa lettura fuori dagli schemi, di quelle che non si trovano facilmente.

L'edizione recensita è quella Black Velvet, brossurato in bianco e nero proposto nel 2011 a 15,00 euro, con una stupenda introduzione di Fausto Proietti da cui ho estratto malamente la mia introduzione. Da segnalare anche la presenza del racconto interrotto Marcia Asciutta che segna una delle prime esperienze di Bacilieri con i retini applicati, con elementi che hanno aperto vari cassetti della mia mente e che evidenziano quel sottile filo invisibile che collega ogni opera al proprio autore.

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Nota: a confronto la pagina introduttiva di Marcia Asciutta e la bozza inedita di quella di Palla.

Angelo D. Ascani

 

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