INÆDITI | Blue Giant

Scritto da Pierfrancesco :: [Lunedì, 30 Luglio 2018 20:05]

A pensarci bene, la lettura e il jazz hanno in comune molto più di quanto si possa credere. Quando ci immergiamo nel flusso della narrazione, nei nostri pensieri prendono forma le scene, i personaggi, le ambientazioni. Ci lasciamo trasportare dalla fantasia seguendo il ritmo che l’autore ha voluto imporre al proprio libro. Allo stesso modo, un musicista jazz imbraccia il suo sassofono, magari la sua tromba, e inizia a suonare senza un canovaccio. Segue i suoi sentimenti e consegna il suo ritmo al pubblico.

 

 

blue giant cover

 

 

Blue Giant tocca tutti questi punti fin dall’inizio. Dai Miyamoto è uno studente di terza media con una grandissima passione per il jazz. Ogni volta che ne ha la possibilità si reca sulle rive del fiume Hirose nella città di Sendai per suonare fino a perdere il fiato, dare voce alla sua anima e diventare il miglior musicista del mondo. È spinto da una passione così genuina e radicata nel cuore da meravigliare chiunque parli con lui.

Il manga di Shinichi Ishizuka, edito da Shogakukan, si apre con una serie di capitoli autoconclusivi in pieno genere slice-of-life che ci permettono di conoscere meglio Dai e la sua percezione del mondo, vissuto proprio come una gigantesca composizione di cui ognuno scrive il proprio spartito che si incrocia con le vite degli altri.

Fra il terzo ed il quarto volume si esce dall’impostazione episodica e la narrazione si focalizza sul viaggio del giovane alla ricerca di altri ragazzi con cui condividere il proprio sogno e formare una band. Chiunque lo ascolti suonare per la prima volta non può fare a meno di rimanere impressionato dalla sua passione. Ishizuka ci trasmette tutta l’emotività dei personaggi grazie a delle tavole dal forte impatto: le gocce di sudore scorrono lungo i visi, la stanchezza, il fiato inizia a mancare. Tutti elementi sono tenuti assieme da una regia sapiente e un intelligente uso del primo piano.

 

blue giant farewell

 

Ma allora il grande punto di forza di questo manga risiede solo nell’impatto emotivo? La risposta è: no, anche nella fantasia e nell’improvvisazione del lettore. Il fumetto, un po’ come una proiezione cinematografica, toglie molto all’immaginazione perché è tutto lì: non dobbiamo indovinare la fisionomia dei personaggi o dare forma alla strada in cui Dai si esibisce. Non dobbiamo inventarci nulla. I disegni sono, peraltro, di pregevole fattura e fanno un uso massiccio delle linee d’azione soprattutto durante le esibizioni musicali per rendere il senso del movimento e del suono.

E a differenza del cinema o della televisione, il fumetto cade in fallo proprio qui: non è in grado di riprodurre i suoni, lasciati all’immaginazione del lettore che diventa musicista e spettatore allo stesso tempo. Sarà lui a dare una melodia e un ritmo alle linee che fuoriescono dagli strumenti e, di riflesso, sarà egli stesso a crearsi la sua atmosfera. Il lettore, in definitiva, diventa un vero e proprio jazzista, quantomeno nell’immaginario, e Blue Giant diventa un unico meraviglioso spartito che si fonde con chi sfoglia le pagine e che crea un’immedesimazione difficile da reperire altrove.

Questo è un lavoro che mostra tutta la bravura del suo autore: più si prosegue nella lettura e più sono le scene, talvolta interi capitoli, completamente privi di testo in cui non possiamo fare altro che concentrarci sulla bellezza comunicativa dei disegni.

La prima volta che ho letto Blue Giant era ancora inedito fuori dal Giappone e non mi davo pace sul motivo per cui un manga così raffinato e di tale bellezza non avesse mai trovato posto in occidente. Il 6 giugno 2018 però la Glénat, casa editrice francese che annovera fra le sue licenze Dragonball, Akira, One Piece e Bleach, ha finalmente dato a Blue Giant una casa in occidente. I volumi originali sono dieci, per un totale di ottanta capitoli, e in Francia siamo correntemente giunti a due con il terzo numero annunciato per settembre. Nel mentre, Ishizuka (di cui la Planeta aveva già cercato di portare in Italia il suo primo lavoro, Gaku, senza successo) sta realizzando il seguito, Blue Giant Supreme, al quinto volume mentre sto scrivendo questa recensione. Spero di vederlo in occidente quanto prima. E perché non in Italia, assieme al suo prequel?

 

 

blue giant splash

 

 

P.S.: Fra il 2013 e il 2015 sono stati rilasciati Blue giant e The sounds of blue giant, album ispirati al manga che vi invito caldamente a reperire se amate la buona musica.

 

 

Blue Giant

Edizione originale [JAP]: 10 volumi - Completa

Shogakukan – 2013

Brossurati con sovraccoperta 13x18 cm – 200+ pp. in b/n – ca. 650¥ (~5€)

 

Edizione francese: 2 di 10 

Glénat manga – 2018

Brossurati con sovraccoperta13x18 cm – 200+ pp. in b/n – 7.60€

 

Pierfrancesco Piccirilli

Hits 59 views
Categorie Recensioni

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna