Tokyo Alien Bros

Scritto da Pierfrancesco :: [Lunedì, 11 Giugno 2018 19:39]

 

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Agli albori dell' adolescenza in televisione, per me, esistevano solamente i cartoni animati su Italia 1 e l’Anime Night di MTV. Soprattutto i primi fungevano da ottimo intermezzo fra il pranzo e lo studio (o presunto tale) e considerata la frequenza di programmazione erano anche quelli che mi godevo di più. Tra tutti, Keroro (Mine Yoshizaki), il sergente ranocchio giunto sul nostro pianeta con quattro suoi sottoposti per conquistarla.

La stessa tematica sarebbe stata trattata anche in Saint Young Men, manga di Hikaru Nakamura in cui Gesù e Buddha decidono di prendersi una vacanza e iniziano a vivere assieme sulla Terra.

Circa 10 anni dopo anche Keigo Shinzo apre al genere e la Dynit ce lo mostra portando in Italia Tokyo Alien Bros, con cui l’autore vuole mettere a nudo i vizi e le virtù degli uomini attraverso gli occhi di Fuyunosuke e Natsutaro, due fratelli alieni inviati dal governo del loro pianeta per ispezionarci.

I due ragazzi sono completamente agli antipodi: mentre Fuyunosuke è brillante e amato da chiunque entri in contatto con lui, Natsutaro è molto più impacciato e meno riflessivo del fratello (che non si rivelerà sempre la persona simpatica e solidale che appare).

Per portare avanti le proprie indagini, Fuyunosuke cerca sempre di invitare ragazze ad uscire per scoprire i loro sentimenti e modi di agire, aiutato anche da poteri sovrannaturali, e saranno proprio queste situazioni a dare vita ad alcune delle scene più grottesche, ma anche divertenti del manga rappresentandone un punto di forza.

Dal suo canto, Natsutaro non riesce a capire come mai gli esseri umani abbiano determinati comportamenti e questa incomprensione diventa spesso paura: esemplificativo un episodio in cui, per la prima volta, viene accidentalmente in contatto con le emozioni di un’altra persona rimanendone sconvolto.

 

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È interessante la scelta dell’autore di non introdurre un comparto di personaggi ricorrenti nel primo volume: in questo modo il lettore può concentrarsi esclusivamente sui due protagonisti per cercare di coglierne tutte le loro sfumature. Tuttavia i personaggi sono caratterizzati a sufficienza e affinché il lettore non si senta annoiato dal vedere sempre gli stessi due personaggi e il secondo volume fornisce una grande dimostrazione di bravura di Shinzo.

I due fratelli sono così diversi tra loro da risultare perfettamente complementari: pur essendo membri della stessa famiglia, Fuyunosuke è perfettamente integrato nella società, ma talvolta freddo e calcolatore proprio come alcuni uomini, verrebbe da dire; Natsutaro è invece il fratello ingenuo ed impulsivo, simbolo della tendenza all’alienazione e dell’incomprensione dell’altro che diventa timore del diverso, ma anche voglia di scoprire con chi condividiamo il nostro pianeta.

La messa a nudo dell’umanità non passa solamente per i comportamenti delle persone con cui vengono in contatto i protagonisti, ma soprattutto da loro stessi, molto più umani di quanto si possa credere e va dato grande merito a Keigo Shinzo di averci presentato un’opera la cui idea di fondo non è originale nel panorama fumettistico, ma il modo in cui viene messa su carta risulta sicuramente impattante adiuvata da un’ottima caratterizzazione dei protagonisti.

Nel complesso l’autore non si dedica a particolari virtuosismi: lo stile del disegno è semplice, ma è molto efficace per rappresentare le vicende e tutte le sue ambientazioni, principalmente quartieri di Tokyo.

Il prezzo risulta essere più alto rispetto alla media, ma giustificabile se rapportato a volumi rivolti ad un target di nicchia analogo a quello che questo tipo di opera si prefigge.

Tokyo Alien Bros di Keigo Shinzo (2 di 3)

Dynit – 2018

Brossurati 17 x 24 cm – 224 pagg. in b/n – 16,90€ cad.

 

 

Pierfrancesco Piccirilli

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