Special Exits

Scritto da Angelo D. :: [Mercoledì, 09 Maggio 2018 15:15]
Recensione su Special Exits

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Special Exits di Joyce Farmer viene proposto da Eris Edizioni nel 2016, a sei anni dalla sua prima pubblicazione americana. Questo Graphic Novel (o meglio classificato come Graphic Mémoir per il contenuto personale, di vita vissuta) fermenta nel cassetto dell'autrice per ben dieci anni, in cui avvengono i fatti da lei descritti. Un diario in cui racconta la morte dei suoi genitori, degli ultimi anni di vita e del percorso di sola andata vissuto assieme.

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Dopo questa asettica premessa posso finalmente parlarvi di questo volume che mi ha causato non poco turbamento. Pesante come una morsa implacabile, rappresenta un'involontaria fotografia della realtà, una sberla in pieno volto fatta per svegliarci dai ritmi artificiali della nostra epoca. In un mondo in cui ci sentiamo tutti Dio, la Farmer ci fa tornare con i piedi per terra mettendoci di fronte allo scorrere del tempo, all'implacabilità della vecchiaia, alla morte. 

Lo fa con uno stile semplice, da spettatrice estranea ai fatti (pur essendo di fatto protagonista), rappresentando il tempo che scorre come una serie di diapositive riflesse nelle celle fredde e squadrate che suddividono ogni tavola con una griglia 2 x 4 (o quasi, lasciandosi andare solo in sporadiche situazioni a un'impostazione poco differente), uno schema a cui nessuno può sottrarsi.

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Quello che colpisce di questo volume è proprio l'assenza di filtri (sia a livello di contenuti che del disegno) nel rappresentare la vita quotidiana di una coppia anziana alle prese con i problemi di tutti i giorni, sia fisici che economici, i difetti che caratterizzano ogni persona (testardaggine, abitudini), la malattia che sfianca corpo e mente (le grinze della pelle, la demenza senile), gli errori commessi nelle scelte (l'assistenza in casa, sanitaria), la fragilità di un sistema socio-economico tanto complesso quanto tutt'ora lacunoso. Questa è la sostanziale differenza che salta subito all'occhio rispetto ad altre opere di spessore facenti parte dello stesso filone come Rughe di Paco Roca in primis (ed in minor parte il suo La Casa) dove il contenuto, a parer mio, è più concettuale. 

Un binario senza ritorno dove pare non esserci possibilità di scelta, in cui ogni deviazione intrapresa svia solo per poco dal finale predefinito. E proprio questa sensazione di abbandono all'inevitabile mette angoscia, irrita, non dà pace a chi si ritrova nella vita proprio in questa situazione. Tutte le parole che vengono sprecate in più occasioni perdono di significato, non hanno peso, vengono accantonate con rabbia dando vita a sfoghi nei confronti di terzi (contro i sanitari per esempio) e contro se stessi (sensi di colpa).

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Questo carico psicologico fa di Special Exits una lettura pesante, sfiancante anche alla vista per la pienezza delle tavole, ricche di dettagli. Molto probabilmente vi verrà naturale spezzare la lettura in più riprese, ma è lo scotto da pagare per aver voluto affrontare una verità dolorosa e che presto o tardi ci si parerà di fronte. 

Infine, viene ben definito il periodo temporale in cui avvengono i fatti, lo testimoniano i cenni storici che l'autrice ha voluto inserire tra cui i disordini causati dalla popolazione afroamericana di Los Angeles (luogo in cui vivono i protagonisti). Città che proprio in quegli anni (1991) fu teatro di violenti scontri scaturiti dall'episodio di pestaggio ai danni del taxista Rodney Glen King.

Special Exits di Joyce Farmer

Traduzione a cura di Fay R. Ledvinka 

Eris Edizioni – 2016

Brossurato 17 x 24 cm – 208 pag. in b/n – 17,00 euro


Angelo D. Ascani

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