Erased

Scritto da Angelo D. :: [Lunedì, 12 Marzo 2018 15:10]
Recensione su Erased

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Erased (Boku dake ga Inai Machi), di Kei Sanbe, parla di Satoru Fujinuma, un 29enne mangaka fallito, che sopravvive svolgendo il lavoro di fattorino per una pizzeria di Tokyo. Satoru ha un segreto, indipendentemente dalla sua volontà viene intrappolato dentro dei Revival, salti nel tempo in cui si ritrova al contempo spettatore di una morte e possibile risolutore degli incidenti / omicidi cui assiste. Rivivendo l'evento una seconda volta, si sente il dovere di correggere la causa che ha portato al decesso prematuro, spinto dalla sua genuina propensione ad aiutare il prossimo e, si scoprirà in seguito, al suo vissuto in età scolare.

Dopo una manciata di capitoli in cui verrà presentato il personaggio e spiegato come funziona il Revival, l'autore scopre le carte e proietta il lettore in un giallo rimasto irrisolto da anni ed in cui Satoru si scoprirà protagonista a sua insaputa. Con un Revival che sbalzerà Fujinuma indietro nel tempo fino all'età in cui andava alle elementari (nel suo paese d'origine, in Hokkaido), inizia la lotta con un vecchio nemico.

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La capacità del protagonista di compiere dei veri e propri salti nel tempo è l'elemento che colpisce fin da subito il lettore e che risulterà fondamentale per la prosecuzione dell'opera, lasciando legittime perplessità che scaturiscono spontanee nella prosecuzione della lettura.

Discutendone assieme agli altri ragazzi del sito è sorta un buon scambio di battute che vogliamo proporvi in sintesi.

Angelo: Il fattore "Revival" come è stato gestito all'interno della trama? Personalmente l'ho trovato troppo adattato alle esigenze della narrazione. Inoltre non viene mai spiegato in maniera approfondita, relegandolo a "mero" mezzo per raggiungere un determinato obiettivo dell'autore, influenzando anche i ritmi della storia.

Pierfrancesco: A me sembra chiaro, almeno la base. Poi non servono ulteriori chiarimenti a mio avviso perché quello che interessa è il fine del viaggio, non il come. Quello che mi chiedo è se abbia avuto senso un suo utilizzo con sbalzi temporali così differenti.

Luca "Auron" P.: Il viaggio nel tempo l'ho trovato un po' troppo "convenient" per come funziona e non spiegare il perché avviene, lasciando un po' interdetti. Poi sono d'accordo che è più importante il fine che non il mezzo.

Pierfrancesco: Anche perché in alternativa come avrebbe potuto sviluppare la trama?

Angelo: L'espediente temporale è chiaramente stato creato ad hoc, ma in questo modo fa perdere credibilità. Un capitolo dedicato al come ha recepito tale "potere" sarebbe stato interessante o quantomeno utile a chiudere il cerchio. Poi sono d'accordo nel ammettere che, per come è stato pensato, non poteva che utilizzarlo in questo modo.

Pierfrancesco: Non è quello che primariamente interessa quando si prosegue nella lettura anche se il senso di incompiutezza chiaramente rimane. Dal momento che è stato realizzato un volume (il nono) con le side story che dovrebbero essere un complemento alla storia allora sì, diventa una mancanza anche per me.

Luca "Auron" P.: La presenza di un nono volume che riempie i vuoti narrativi lasciati volutamente dall’autore (quelli riguardanti i personaggi secondari per intenderci) è una scelta che dimostra la cura da parte di Kei Sanbe nei confronti del suo manga, perché egli avrebbe potuto tranquillamente lasciare al lettore il compito di fantasticare su ciò che è accaduto “dietro le quinte” della vicenda e dedicarsi ad altro.

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Alla fine della discussione siamo stati tutti concordi nel considerare questi aspetti di secondaria importanza. Ciò non mina eccessivamente alla qualità generale del manga, che riesce a tenere incollato il lettore grazie a un ritmo sostenuto che non annoia mai, a dei personaggi ben caratterizzati o semplicemente grazie alla voglia di sapere come finirà la storia, cosa da non dare per scontata. La lunghezza dell'opera è un altro punto a favore (otto volumi sono una buona via di mezzo tra il “troppo breve per raccontare bene la storia” e il “troppo lungo per risultare annacquata”).

Se volessimo tradurre fedelmente il titolo dell’opera in Italiano, questo sarebbe “La città in cui non esisto”. Kei Sanbe nel nono volume rimette assieme alcuni pezzi che aveva lasciato in sospeso e ci mostra episodi collegati alla narrazione principale, ma visti dal punto di vista dei personaggi secondari.

Una storia che non è solo il vissuto di uno o più protagonisti, ma un insieme di più esperienze. E nella “città in cui non esisto”, grazie a queste, ognuno può scrivere liberamente la sua. Il ricordo è infatti il filo conduttore principe: tornando nel passato Satoru comprende come la madre gli abbia celato avvenimenti scomodi per un bambino. Quando il nostro protagonista, assieme ai suoi amici, comprende quello che era successo, sia nel passato che nel presente, avviene un’epifania che lo fa sentire nuovamente vivo, in pace con se stesso e con chi gli sta attorno.

In questo, gioca un ottimo ruolo il Revival perché non solo gli permette di rafforzare tutto quello che è riuscito a comprendere nel passato (e farne tesoro per il se stesso del presente), ma anche perché tiene davvero incollato il lettore che ha voglia di capire come vada a finire una storia che ha il pregio di essere attraente anche quando il ritmo rallenta.

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Infine, merita una riflessione anche la scelta di Sanbe di rivelare quasi subito l'identità del killer, che rivanga un fumetto imprescindibile del genere, Monster di Naoki Urasawa. Le meccaniche sono per ovvi motivi differenti, ma la sensazione è proprio quella di voler creare una guerra psicologica tra i due avversari, riuscendoci in buona parte.

Il tratto dell'autore, grezzo e sporco, non esaltante in maniera altalenante, contribuisce a dare quella sensazione di disagio che una storia sulla morte di bambini (e non solo) può dare.

L'edizione Star Comics, in 9 volumi, presenta sovraccoperta, carta di buona qualità, con stampa a colori e b/n, per un formato 13 x 18 cm. Prezzo di copertina di 5,90 euro per 208 pagine / volume. Si segnala che l'opera in questione è stata adattata ad anime e live action.

Angelo D. Ascani

Luca "Auron" Piscitelli

Pierfrancesco Piccirilli

 

 

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