Suzuka

Scritto da Angelo D. :: [Mercoledì, 17 Gennaio 2018 17:06]
Recensione su Suzuka

 

Suzuka manga

Parlarvi di questo manga è stata una decisione presa d'impeto. Sono il primo a riconoscere che su questo genere di fumetto è difficile fare un'analisi seria, ma proprio per questo ho voluto cimentarmi nel ragionarci sopra e valutarlo appieno nel suo contesto, mettendo in evidenza pregi e difetti di un prodotto che pare essere prettamente destinato ai giovani, ma che può riservare qualche emozione anche a chi giovane non è più.

Per questo credo sia necessario fare una premessa importante, ossia essere ben consci di cosa si sta per andare a leggere quando si inizia a sfogliare il primo volume di quest'opera.

Suzuka è una serie in 18 volumi sviluppata tra il 2004 e il 2007 dall'oramai quarantenne Kouji Seo, autore proposto in Italia grazie a Star Comics e inizialmente anche da GP Publishing (poi inglobata da BD Edizioni - J-POP).

Il tema trattato è quello ritrito degli amori adolescenziali, classificando di fatto l'opera come commedia sentimentale il cui target di riferimento non poteva che essere quello giovanile (in questo caso principalmente maschile), serializzata su Shuukan Shounen Magazine by Kodansha.

suzuka 1

L'opera di Seo, in parte autobiografica, racconta di Yamato Akitsuki, ragazzo di campagna trasferitosi dalla zia a Tokyo per questioni di studio. Appena arrivato, prima di giungere in quella che sarà la sua nuova casa per gli anni a venire, decide di passare a vedere la sua futura scuola superiore. In palestra scorge una ragazza solitaria intenta ad allenarsi nel salto in alto: è Suzuka Asahina, anche lei trasferitasi da poco per lo stesso motivo. Quell'incontro sarà la scintilla che farà esplodere in lui sentimenti mai provati prima e che lo tormenterà per i tre anni a seguire.

Un inizio classico, banale, rappresentato con un tratto per nulla caratteristico. Quindi per quale motivo continuarne la lettura? L'appetito vien mangiando e devo dire che non poteva esserci detto migliore da proporre in questo caso. Seo compie una crescita a mio parere abbastanza netta durante lo svolgimento della trama, in cui il protagonista vedrà vanificato ogni suo sforzo nell'apparire agli occhi di Suzuka come un potenziale fidanzato e non un semplice compagno di liceo. 

Come ogni buon manga sentimentale non possono mancare storie parallele e imprevisti in cui Yamato si ritroverà immerso: a partire da vecchie amicizie che nascondono sentimenti ben più profondi, piuttosto che infatuazioni classiche dei sedicenni, incomprensioni, problemi di cuore che sfociano in litigi per ogni banalità e non. Situazioni caratterizzate da alti e bassi della narrazione, con scelte condivisibili o meno ed escamotage più o meno riusciti.

Lo "scatto di qualità" arriva circa a metà serie, quando le carte in tavola vengono scoperte tutte. Seo entra nel secondo ed ultimo arco narrativo riproponendo situazioni familiari, già sperimentate nella prima parte, ma gestite con molta più naturalezza e senza troppe sterzate brusche acquisendo una tempistica corretta e bilanciata. Siamo oramai arrivati a più di un anno e mezzo di serializzazione, con tutti i benefici del caso. Il mangaka acquisisce esperienza, non dimentica le scelte fatte precedentemente nella storia ed anzi, le sfrutta a suo vantaggio ripescando elementi che chiudono più volte il cerchio. 

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A dispetto del primo arco della trama (turbolento, adolescenziale, fatto di incertezze sia narrative che di situazioni proposte), il secondo prende un ritmo ben preciso, dedito alla tranquillità, alla crescita, alla volontà di mettere in ordine ogni pezzo del puzzle mischiato precedentemente, riuscendoci il più delle volte. Pochi sono i "rimorsi" suscitatimi dalla lettura ed intesi come situazioni rimaste sospese o accantonate.

In tutto questo tempo migliora praticamente ogni aspetto. Il tratto dell'autore, la profondità dei discorsi, la crescita personale dei vari protagonisti fino ad arrivare a un finale fin troppo perfetto. Non che sia stata una decisione sbagliata, ma il tutto pare troppo lineare, senza intoppi. Conoscendo le fatiche intraprese da Yamato nei capitoli precedenti mi sarei aspettato ancora qualche scossone, ma forse sono stato io a pretendere troppo e riflettendoci sopra mi sono reso conto che forse è stato corretto concludere in questo modo, dando comunque la sensazione di evento realizzabile nella realtà e non troppo fantasticato.

Ci tenevo a sottolineare un elemento che ha rafforzato il mio giudizio positivo verso questo manga, ossia la gestione delle tempistiche: lo sviluppo dei 18 volumi di Suzuka ha richiesto tre anni di lavoro da parte di Seo, gli stessi trascorsi all'interno del fumetto, aspetto che gli ha permesso di portare avanti la crescita dei personaggi parallelamente con lo scorrere reale del tempo di pubblicazione. 

Infinespendo due parole per il tratto dell'autore che raggiunge un'ottima definizione dei lineamenti femminili mentre zoppicavistosamente a mio parere per quanto concerne la rappresentazione dei personaggi adultispecie maschiliSeo sfrutta notevolmentegli sfondi bianchinon abusa particolarmente dei retini e riesce a proporre alcune splash page di impatto.

Star Comics propone un'edizione con sovraccoperta al prezzo di 4,90 euroformato 11,5 x 17,5 cm in bianco e neroCarta di discretaqualità per un'edizione più che buonaNon ho notato errori di battiturama solo sporadici balloon con testo non allineato (difetto piùche trascurabile).

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Quando termino una lettura mi pongo sempre due domande per me essenziali: la lettura mi ha intrattenuto? L'autore è riuscito a trasmettere quello che voleva raccontare? In questo caso mi sono risposto in entrambi i casi in maniera positiva. Suzuka mi ha "preso" tanto da farmi leggere i 18 volumi in meno di una settimana, sfruttando ogni tempo libero a disposizione e mi ha saputo emozionare nonostante la mia età. Tenendo bene a mente la premessa, non credo si potesse pretendere di più in rapporto all'allora esperienza dell'autore. Dando poi uno sguardo anche al panorama di proposte disponibili, nel suo genere, che spazia da capisaldi come Maison Ikkoku (nonostante il target di riferimento sia sicuramente un pubblico più adulto) a Kimagure Orange Road, a prodotti di qualità inferiore come Good Ending, Suzuka si colloca tra quelli che sicuramente consiglierei a chi vuole leggere qualcosa di essenzialmente leggero.

Angelo D. Ascani

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