Lucca Comics & Games 2018 - Piccolo intervento a vivo

Scritto da Angelo D. :: [Martedì, 06 Novembre 2018 18:19]

MadeinItaly INTERNA

 

Mercoledì 31/10, ore 6:00, partenza dalla Lomellina.

Inizia così l'epopea del Lucca Comics 2018 che terminerà quattro giorni dopo con un enorme bagaglio di esperienze e, contapassi alla mano, 100 km macinati a piedi.

Ma andiamo con ordine perché su questa mastodontica fiera, se solo di fiera dobbiamo parlare, c'è molto da dire.

Partiamo con l'esperienza del classico appassionato che trova un loculo in cui dormire ovviamente fuori le mura, con la prospettiva di spostarsi al meglio con la propria auto pagando nella peggiore delle ipotesi il parcheggio a 10,00 euro/die (incustodito), i mezzi (treno o navetta) o la terrificante idea di farsela tutta a piedi

Scegliere quest'ultima opzione equivale a un suicido, specie se si è in completo burnout da acquisti ossessivo-compulsivi che vi trasformeranno in una bancarella ambulante, con un carico sporgente di almeno quindici chili tra zaino e borse. Della serie che "scusa non ho il resto, famo così, questo viene nove euro, questo quattro, te regalo tre cartoline, guardale come so' belle, le ho fatte io" e così t'inculano venti euro facile. Scontata poi la pioggia in questi casi e magari non si ha neppure l'ombrello, si va di impermeabile comprato dai cinesi che si rompe subito e macchia pure gli abiti.

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Per caso incontro un vecchio amico conosciuto online da adolescente, si parlava spesso di videogames nel forum a cui eravamo iscritti, ma non c'è tempo per rivangare il passato, ci scambiamo un saluto e l'idea di bersi una birra verso sera, ma il suo messaggio arriva alle h23:30, la mole di dispositivi in fiera distorce la linea temporale, non lo incontrerò più.

Proseguo la maratona per le vie di Lucca. L'ammasso di roba caricata sulle spalle è composta nella maggior parte dei casi da fumetti, videogame, giochi da tavolo, action figure, carte collezionabili, magliette, poster, shopper esclusive, copricapi improbabili, segnalibri, cartoline (ma chi le usa più?), spillette, adesivi e cazzatine varie raccattate solo perché distribuite gratuitamente.

Nello specifico, parlando di fumetti, l'offerta di novità di quest'anno era mastodontica, probabilmente ci volevano 3.000 euro per comprare tutto indiscriminatamente (Self Area e BordaFest compresi) ed anche scremando non me la sarei cavata con meno di 500 euro. E dire che è stata anche di qualità, ma spesso e volentieri i lettori "sono sempre quelli" e ritrovarsi con 30 volumi nuovi di pacca proposti senza sconto (o quasi) non è proprio la situazione ideale in cui imbattersi. Meglio aspettare e diluire gli acquisti nei successivi mesi se si vuole anche pagare le bollette, l'affitto e la spesa.

Tralasciamo poi tutti gli orpelli del caso come le oramai sempre più diffuse Variant Edition, con proposte assurde come le venti copertine di Tony Stark: Iron Man di Panini in cui cambiava solo l'armatura o le "Limited Edition", disponibili solo in fiera (salvo poi ritrovarsele sullo store ufficiale poco dopo o casualmente rinvenute in scatoloni "dimenticati"). Apro e chiudo una parentesi, questo è un discorso in cui mi contraddico visto che spesso e volentieri le compro anche io essendo un collezionista abbastanza malato. 
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Anche la possibilità di incontrare gli autori meriterebbe un'attenta valutazione. Stare in fila a Lucca per Zerocalcare, Leo Ortolani ed altri fumettisti conosciuti l'ho sempre trovato assurdo perché è abbastanza scontato che un tour verrà successivamente proposto. Ma a questo spesso e volentieri non ci pensa quasi nessuno ed ecco che i padiglioni diventano un covo di serpentine umane in cui la metà delle persone non sa neanche che faccia abbia l'autore (cinque minuti su google si potrebbero anche spendere). Il discorso cambia ovviamente per gli autori internazionali per cui non posso far altro che ringraziare gli editori ed anzi, elogiarne le molteplici iniziative che stanno man mano crescendo, con incontri multipli in fumetterie e librerie sparse sul suolo nazionale. Questo è un elemento da evidenziare e supportare con tutte le forze.

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Ma bando ai discorsi seri, da quando sono entrato nella cittadella sono passate quattro ore perse tra il Padiglione Napoleone, Giglio e il Caffè in cui si svolgono una buona parte degli eventi. Decido di spostarmi sulle mura, anche in funzione di svolgere i primordiali bisogni, mangiare la prima roba commestibile che capita a tiro e cercare un bagno, il vero incubo. Chi è stato almeno una volta a Lucca Comics sa perfettamente che le cabine chimiche sono dei veri e propri cessi, se poi becchi quelli nei pressi delle mura la sorpresa è assicurata. 

Non fai tempo ad arrivarci, alle mura, che becchi per caso un autore per strada che volevi conoscere di persona. Timidamente lo saluti, scambi due parole, prometti di passare allo stand per reincontrarlo salvo poi fare quattro giri a vuoto sgomitando tra gli stand e quindi, come per l'amico, finisce che non lo vedi più e sei già stato fortunato a beccarlo per caso.

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Poi esistono le zone morte, quelle in cui non ci vuole finire nessuno. Un tempo erano gli autori dell'Artist Alley, segregati nel Caffè per alcuni anni per recuperare finalmente un posto al centro del ciclone (Padiglione Giglio) in questa edizione, grazie anche alla presenza di alcuni Big del panorama internazionale come Neal Adams. A questo giro è toccato alle gallerie di tavole originali, finite nella Chiesa dei Servi, un tempo adibita a Self Area (tanto da far desistere alcuni tra i rivenditori che alla fine non hanno aderito).

Inutile girarci intorno, sono aree poco frequentate da sempre per questo motivo, a mio modesto parere, dovrebbero essere sfruttate secondo una logica volta a proporre quasi esclusivamente contenuti (es. mostre come fatto in parte quest'anno con quella di Simone Bianchi nella Chiesa dei Servi) senza intaccare le attività lavorative di chi gli stand li paga e giustamente richiede visibilità per poter proporre i propri prodotti.

Mostre che quest'anno hanno proposto una serie di tavole mozzafiato. Avere la possibilità di passare dai Batman di Adams alle tavole di Uzumaki di Junji Ito è stata un'esperienza fantastica ed è uno dei motivi per cui vale la pena farsi un giro a Lucca Comics. 
45118409 1972863569474165 6619688301387317248 nAd un certo punto il fisico non regge più, ha bisogno di una pausa, sono stati percorsi solamente tredici chilometri e guardando l'orologio ti rendi conto che sono solo le 16:30. Ci starebbe un altro boccone, ma cercare un posto per sedersi degno di tale nome equivale a chiedere di sforare il 2,5% del debito nazionale all'Unione Europea. Quindi ti tocca appoggiarti dove capita perché anche le aree dedicate al "food" hanno quattro panchine in croce e se sei sempre nel giorno sfigato in cui piove, sono pure fradice. Impossibile mancare la tappa Noodles, sintetici e fosforescenti al punto giusto, occupano un posto fisso al pranzo del primo giorno in cui hai ancora forze fresche e adrenalina che pompa nelle vene.

Dopo un breve svarione da stanchezza mista a calo di tensione ti senti pronto a fare un ultimo giro che equivale a sfondare le suole delle scarpe girando attorno alle mura per evitare la calca nel centro cittadino. Obiettivo finale il BordaFest anche perché se ci andate prima è facile non trovare nessuno, potresti perfino servirti da solo al bancone della birra salvo poi incrociare la ragazza di turno che ti dice che è "ancora presto" per il servizio bar. Posto assolutamente da visitare tra le h15:00 e le h18:00, prima come detto è terra di nessuno, dopo sono tutti a fare baldoria con musica live e birra di (in)dubbia qualità. Non si può immaginare quanto potenziale risiede in questo festival sotterraneo dove la libertà è sinonimo di vita e condivisione.

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Oramai è sera, il solo pensiero di farsi altri chilometri per rientrare nel buco affittato per depositare il bottino e lavare le fragili spoglie è qualcosa di inenarrabile. Le spalle gridano vendetta, le suole un tempo adatte alla scalata sono oramai lisce come piastrelle. L'odore di sudore ha di fatto invaso anche lo strato più profondo del giubbotto, con molta probabilità saranno spuntate alcune vesciche, ma è solo il primo giorno, avranno tempo di scoppiare e bruciare nei restanti quattro. 

In casa siamo in otto, le docce sono due, come i water, ma solo uno funziona correttamente. Stappiamo una birra mentre a turno ci si lava prima di uscire nuovamente per andare a mangiare. Destinazione Pisa, ristorante tipico dove la carne la fa da padrona. Sull'auto si ripensa alla giornata intensa, le mani strette, gli amici rivisti dopo un anno, Spugna relegato allo stand a macinare dediche, tra me e me penso "ha un futuro importante quel ragazzo".

Velocemente scrollo gli articoli in cui si riepilogano gli annunci per l'anno a venire. Tanti nomi di esordienti italiani, una ventata di novità e di rischio che finalmente alcune case editrici hanno deciso di affrontare. Rimugino sul ruolo che dovrà avere la critica, attualmente abbastanza stagnante e che dovrà, per forza di cose, rinnovarsi se vuole davvero supportare questa orda di aspiranti autori.

graveyard kids 1 1dfdfDopo tre chili di fiorentina ed antipasti assortiti divisi con i compagni di questa avventura, si rientra. La notte è lunga, si prendono in mano i volumi acquistati, si sfogliano e commentano in compagnia mentre si stappa l'ennesima bottiglia di vino. Uno del gruppo giustamente si chiede come mai per anni il Maestro Junji Ito non se l'è filato nessuno ed improvvisamente in un solo anno lo portano le quattro maggiori realtà editoriali in ambito manga per probabilmente bruciarselo tutto d'un colpo. Come mai viene invitato Leiji Matsumoto, un cardine del fumetto giapponese, e nessuno propone delle sue opere tra le novità tranne l'associazione a lui intitolata (che non possiamo far altro che ringraziare per il lavoro svolto). Come mai ritornano le opere di Hideshi Hino dopo 26 anni grazie a Dynit (infinitamente grazie) e nessuno se l'incula o quasi (forse questo non dovevo dirlo?). Insomma, le classiche domande esistenziali che si fanno da ubriachi e che non dovrebbero essere prese troppo seriamente.

hell baby 9La verità è che oramai non si può più parlare di semplice fiera ma di un vero e proprio festival che tenderà sempre più alla saturazione e che rischia di esplodere. Nonostante i cinque giorni a disposizione è fisicamente impossibile raggiungere ogni intento, ci sarà sempre qualcosa che alla fine non avrete visto, non avrete incontrato, non sarete riusciti ad apprezzare come programmato all'inizio. 

Sia chiaro, partecipare a questa manifestazione è una cosa unica, probabilmente irripetibile per una serie di motivi (dalla "location", all'atmosfera che si crea, all'accessibilità completa ad ogni età e gusto), ma il rischio è quello di essere risucchiati in una spirale che vi prosciugherà.

Lucca Comics è come un colpo di fulmine, potreste innamorarvene perdutamente come rimanerne scottati.

Angelo D. Ascani

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