L'arte fallocentrica di Jiro Ishikawa (石川 次郎)

Scritto da Angelo D. :: [Mercoledì, 05 Settembre 2018 16:17]

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Jiro Ishikawa nasce a Tokyo nel 1967, nel quartiere di Shinagawa, e subito dopo si trasferisce sulla piccola isola Sakaté con la famiglia, vicino a Toba, Prefettura di Mie (non lontano da Nagoya). A 14 anni si ritrova tra le mani per la prima volta un numero di GARO Magazine, rivista fondata nel 1964 dal 41enne Katsuichi Nagai assieme al 32enne Sampei Shirato. L'incontro fortuito con le opere di autori come Suehiro Maruo, Shigeru Mizuki, Yoshihiro Tatsumi, Yoshiharu Tsuge e Takashi Nemoto lo affascinano a tal punto da spingerlo verso il mondo del fumetto. A 18 anni ritorna quindi a Tokyo per intraprendere la strada che lo porterà a diventare un mangaka, ma il suo debutto come tale avverrà solo nel 1987 con la sua prima storia, Bird Man, pubblicata proprio su GARO e successivamente inserita in un volume di raccolta intitolato Miin of Jiro-chan pubblicato nel 1989. Negli anni successivi l'autore cade in una grave depressione affrontata con farmaci che influenzano inesorabilmente anche le sue opere fino a portarlo quasi all'abbandono del proprio lavoro nel 1993, nel pieno della bolla speculativa che aveva colpito l'intero Giappone.

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Fino al 2009 rimane intrappolato in un circolo vizioso di autocommiserazione in cui emergono le sue ossessioni (per lo più inerenti la sfera sessuale e la geometria), autoproducendo lavori brevi appoggiandosi alla libreria Tako Ché (nel quartiere di Nakano) con la quale pubblica la raccolta intitolata Giro. Dal 2014 ad oggi inizia la sua "rinascita" grazie al nuovo filone creativo collegato agli animali ed agli impegni in Francia in cui partecipa alle mostre Mangaro a Marsiglia, Heta-uma a Sète (nei pressi di Montpellier) e France Invasion a Montpellier. Realizza la locandina del festival FOFF 2016 di Angoulême e viene pubblicato l'albo C'est Comme Ca da Éditions Matière nel 2017.

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L'autore denuncia un decadimento personale, ma anche lo smarrimento culturale della società moderna. Nasce di conseguenza un mondo psichedelico, fatto di istinti animali supportati da allucinazioni dispersive e sintetiche. In "C'est Comme Ca" si racchiude tutto il suo mondo fallocentrico, dove il raggiungimento dell'orgasmo è l'unico scopo della giornata, della vita stessa, sinonimo di compiutezza e di estasi ancestrale. Per questo motivo il culmine viene raffigurato da stelle e pianeti che trascendono il corpo per immergersi nello spazio profondo, incuranti di ciò che circonda il corpo terreno.

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Siamo riusciti a visionare di persona, in esclusiva, gli originali della sua prima opera "Bird Man" (appartenente ad un collezionista privato che vuole rimanere anonimo) e che possiamo mostrarvi in una foto.

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L'evoluzione del tratto (sempre più pulito e lineare) che l'autore propone è evidente confrontando le tavole del 1987 cui sopra con quelle dei racconti più recenti, come lo è l'interferenza data dal suo passato burrascoso per quanto riguarda i contenuti. I toni ironici vengono in parte abbandonati o mescolati ad elementi sempre più surreali sintetizzati perfettamente nel personaggio di Chinkoman (l'uomo pene). Un individuo che tiene saldamente in pugno il suo organo genitale, fonte di sicurezza come la tanto celebre coperta di Linus van Pelt (dai Peanuts di Schulz) rendendolo il centro del proprio universo.

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Jiro Ishikawa rimane attualmente inedito in Italia, il suo volume disponibile in francese grazie a Éditions Matière è di facile reperibilità e comprensione data la presenza di pochi baloon con testo molto semplice. Con l'avvento negli anni della pubblicazione di autori come Suehiro Maruo, Shintaro Kago, Junji Ito, Jun Hayami è plausibile sperare nella possibilità di vedere altri autori di nicchia come lui pubblicati in futuro anche in Italia.

Angelo D. Ascani

 

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