Panini - Disney: Il Punto Della Situazione

Scritto da Luca Vivi :: [Martedì, 14 Agosto 2018 08:31]

Se coltivate un minimo interesse nei confronti del fumetto Disney avrete sicuramente letto delle numerose proteste seguite alla cancellazione da parte di Panini di alcune testate. Ho pensato di scrivere questo articolo proprio per provare ad analizzare la situazione, e magari fornire una visione d'insieme a chi non ha il tempo o la voglia di seguire tutto quello che accade, ma vuole semplicemente godersi il suo bel fumetto ogni mese. Partiamo subito col dire che la notizia è tutt'altro che inaspettata, ci sono stati numerosi segnali ad indicare che qualcosa non stesse andando nel modo corretto. Vediamo insieme quali, partendo dall'esordio dell'editore modenese. 

Topolino 3019

Sono ormai passati quasi cinque anni, anche se mi sembra ieri. Ricordo tutta le aspettative e la curiosità che aleggiava nell'aria e Panini non si fece trovare impreparata. Arrivarono subito variant, edizioni cartonate per collezionisti e svariate altre testate, tra cui il tanto atteso rilancio di Pk, con nuove avventure legate al filone originale e una ristampa, seppur in un formato non apprezzato da tutti, della serie originale (e su questo, ahinoi, ci torneremo più tardi). Per qualcuno esterno al fumetto Disney questa potrebbe sembrare ordinaria amministrazione, il mondo Marvel ad esempio vive da tempo immemore di edizioni speciali, eventi, raccolte cartonate ecc. ma per il fumetto Disney si trattava di una novità assoluta, soprattutto per la frequenza con cui venivano lanciate nuove proposte. Altri due meriti innegabili di Panini sono stati l'aver diffuso finalmente il mondo del Topo in fumetteria e l'avergli dato un ruolo centrale nelle fiere di settore. Ad oggi questo può sembrare assurdo ma è solo con Panini che la richiesta di un arretrato è diventata un procedimento così semplice e immediato, ed è solo l'associazione con questo importante editore che ha donato finalmente il giusto spazio agli appassionati di fumetto Disney a Lucca, come magari a Napoli o altrove, portando numerose novità e mettendo a disposizione autori su autori. Naturalmente i lati positivi non si fermano qui, non sarebbe semplice analizzare la cosa in un solo articolo, né è lo scopo principale per cui lo state leggendo. Altrettanto chiaramente se la situazione attuale fosse tutta rose e fiori non starei qui a parlarne. 

 

parodie collection

 

Iniziamo dicendo che a giudicare a posteriori siamo bravi tutti, meglio specificarlo perché qui nessuno si sta erigendo a portatore della verità assoluta. Però se a pochissimi numeri dall'apertura hanno chiuso svariate testate vuol dire che qualche errore è stato fatto. Se in Panini hanno pensato di inaugurare serie come ad esempio Parodie Disney Collection o L'economia di Zio Paperone avranno fatto sicuramente le loro valutazioni, bisogna però far notare come molti si interrogassero sull'effettivo mercato di proposte del genere che andavano a sovrapporsi in maniera abbastanza palese con altre già in corso. Secondo me l'errore principale di Panini è stato proprio quello che in partenza era uno dei suoi principali punti di forza: l’inondare il mercato di proposte su proposte. Il fumetto Disney da quando è nato è un fumetto “popolare” nell'accezione più positiva del termine, gli italiani sono abituati ad andare in edicola (ormai sempre meno purtroppo) e comprare un volume Disney più o meno a caso. Con questo non voglio dire che non ci siano lettori più consapevoli, o collezionisti più incalliti ma restano una nicchia, più o meno numerosa ma pur sempre una piccola fetta della torta. Proposte come Uack!, Definitive Collection, Legendary Collection, le varie Colour Edition ecc. hanno tutte più o meno lo stesso target, persone che anche volendo devono fare delle scelte affinché la loro passione non vada a pesare sul portafogli. Facciamo l’esempio di Uack!. In tanti aspettavano una nuova omnia di Barks, da seguire mensilmente e Uack! andava proprio a soddisfare questo desiderio. I piani relativi a questa testata sono però cambiati totalmente dopo il 23° numero, si è passati a ristampe tematiche con l'esordio di altri autori, successivamente a un aumento di prezzo, a un taglio dei contenuti originali e a una riduzione del numero di pagine. Segnali comuni a troppe altre testate e preludio a una possibile imminente chiusura. Personalmente dopo aver iniziato Uack! con un certo entusiasmo l’ho abbandonato al 23° numero, vendendo quelli che avevo già preso e andando a recuperare l'omnia di Barks uscita in passato in allegato a quotidiani. Questo per dire come un tentativo di rilancio di una testata che probabilmente già non navigava in buone acque potrebbe aver fatto perdere lettori, o comunque non essere servito allo scopo.

 
CUVIA3

 

Dopo Uack! è stato il turno della Legendary Collection interrotta a pochi numeri dalla fine della ristampa di X-Mickey per lanciare “I Mercoledì di Pippo” che sono ormai dati per dispersi dai più e soprattutto dei due casi più recenti, quelle che personalmente considero le famose gocce che fanno traboccare il vaso.
Pk Giant, testata simbolo del rilancio Panini sarà chiusa con il numero 43, a pochissimi numeri dalla ristampa completa del primo ciclo del papero mascherato. Decisione immagino non facile preceduta da aumento del prezzo e taglio delle rubriche, per una testata ridotta ormai a mero contenitore delle storie e che quindi aveva già perso alcune delle sue peculiarità originali. La chiusura non può che far arrabbiare chi aveva dato fiducia al Giant, preferendolo a un recupero dei vecchi spillati o delle altre ristampe già in circolazione.
Il caso della Definitive Collection è un po' diverso, nessuno si aspettava che tutte le ristampe venissero completate, forse solo i più speranzosi, ma la rabbia della clientela deriva dal fatto che la testata chiuderà ad un numero dalla conclusione del ciclo di “C'era Una volta In America”; penso che sarebbe stato meglio per Panini sostenere le perdite derivanti dalla stampa, magari solo su richiesta, di questo numero che fare quello che ha fatto e ledere la fiducia che il pubblico le aveva accordato. In questo caso si è passati in pochi mesi da un’uscita bimestrale, poi mensile, poi trimestrale, poi alla chiusura con nel mezzo l'esordio della P.I.A. con un volume da molti considerato fuori contesto che aumenta i rimpianti per quella che, a mio parere, se gestita meglio poteva rimanere il fiore all'occhiello della gestione Panini, soprattutto in fumetteria. A differenza delle altre due testate citate sopra qui credo si sia trattato di un eccesso di fiducia, per ammissione degli addetti ai lavori alcune saghe andavano molto meglio di altre e il lancio dei vari Double Duck, C’era una volta in America o Le Storie Della Baia credo servisse a trovare un equilibrio nelle uscite ma allargare a così tante storie ha contribuito solo ad alimentare la confusione nella clientela, derivante soprattutto dalla periodicità totalmente casuale nelle uscite dedicate all’una o all’altra saga.

 

 

 

Panini, dopo le numerose polemiche suscitate e lamentele ricevute ha risposto con un comunicato, che potete trovare qui e che vi riproponiamo:

 

"Alla luce delle vivaci reazioni e dei commenti critici che si sono susseguiti in questi giorni rispetto alla notizia della chiusura delle collane “PK Giant” e “Definitive Collection”, confermiamo che gli ultimi numeri – in questo formato - delle suddette testate saranno pubblicati a settembre e ottobre 2018; buona parte dei lettori che avevano inizialmente seguito con entusiasmo queste iniziative editoriali ha via via dimostrato di non gradire più questi format, abbandonandoli progressivamente. Siamo dispiaciuti per una decisione sofferta ma ormai inevitabile e decretata in buona parte dai lettori stessi.
Parliamo però di un arrivederci e non di un addio, stiamo ripensando il nostro parco testate destinato al pubblico dei collezionisti e lavorando con passione ad un nuovo piano editoriale per il 2019 dedicato a questa parte di pubblico, dove troveranno spazio proposte che colmeranno la lacuna lasciata da queste chiusure, a cominciare da PK per cui è prevista la chiusura per intero della prima serie a partire già dai primi mesi del 2019.
Negli ultimi 5 anni Panini ha notevolmente ampliato il portfolio dei prodotti pubblicati, portando avanti un importante lavoro di recupero e valorizzazione di tanti capolavori del catalogo Disney come probabilmente mai fatto in precedenza. Abbiamo cercato di soddisfare i molti segmenti degli appassionati di fumetto disneyano, proponendo raccolte e formati originali mai visti prima. E su questa strada abbiamo intenzione di continuare a lavorare per il futuro.
Grazie per l’attenzione."

 

Partiamo subito col dire che un comunicato di questo tipo, se fatto in concomitanza con la notizia della chiusura delle testate avrebbe se non eliminato quantomeno diminuito fortemente le polemiche. E’ stata infatti proprio la mancanza di comunicazione da parte dell'editore a disturbare gli appassionati, segno di un apparente menefreghismo nei confronti del lettore; non credo assolutamente sia questo il caso, e altri editori si comportano in maniera simile in caso di decisioni impopolari, però capisco come qualcuno possa averlo pensato e sarebbe stato meglio prevenire il problema piuttosto che provare a metterci una toppa. C’è però un passaggio secondo me “sbagliato”:

 

“[...]buona parte dei lettori che avevano inizialmente seguito con entusiasmo queste iniziative editoriali ha via via dimostrato di non gradire più questi format, abbandonandoli progressivamente. Siamo dispiaciuti per una decisione sofferta ma ormai inevitabile e decretata in buona parte dai lettori stessi.[...]”

 

Qui sembra che Panini scarichi totalmente le colpe della situazione sulla clientela, e che se c’è qualcuno da incolpare sono proprio i lettori che non comprano più i loro fumetti. Avrei sicuramente apprezzato di più un mea culpa, è chiaro che se una testata chiude è perché la sua pubblicazione non è più sostenibile economicamente ma se questo succede qualche colpa anche l'editore penso ce l'abbia. Come avete letto Panini chiude il discorso rimandando il rilancio della sua proposta Disney al 2019, pare che almeno chi si era affidato a Pk Giant potrà finire la sua collezione in qualche modo, ed è già un buon segnale. È notiza fresca infatti la pubblicazione di Pk in numeri doppi, si spera fino alla conclusione, ad un prezzo in linea con quanto costava l'acquisto del numero singolo.

Pk Double

Io voglio ancora dare la mia fiducia, sono ottimista, ci sono stati degli errori ma penso anche che un editore esperto come Panini abbia capito dove ha sbagliato e come rimediare. Certo ci penserò due volte prima di iniziare testate “a lunga durata” perché è giusto e sacrosanto che se uno rimane scottato stia più attento a quello che fa ma trovo che la situazione sia tutt'altro che irrimediabile, e che nelle giuste mani il parco delle testate Disney abbia tantissimo da offrire, anche in termini economici. Quindi appuntamento al 2019 gente!

 

Luca Rago

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