Vignettae intervista: Spugna

Scritto da Angelo D. :: [Martedì, 20 Marzo 2018 14:27]

097 TOMMASO SPUGNA DI SPIGNAFoto di ©Fabio Rossini

Sembrava ieri ed invece sono trascorsi alcuni anni dal mio incontro con l'arte di Spugna, giovane promessa che nel tempo ha conquistato, con passo fermo, sempre più terreno e notorietà. Dopo l'uscita di The Rust Kingdom mi sono ripromesso di tormentarlo con qualche domanda ed il risultato lo potete trovare nelle righe successive. Un'intervista che vuole analizzare e in un certo senso accompagnare un autore nella sua crescita.

Attualmente hai realizzato due Graphic Novel, entrambe che hanno riscosso successo. Una Brutta Storia è stato pubblicato nel 2014, grazie a GRRRZ Comic Art Books. A distanza di tre anni ti sei ripresentato tramite Hollow Press con The Rust Kingdom, proposto in anteprima al Treviso Comic Book Festival e andato sold out a Lucca Comics 2017 vendendo 333 copie, al pari di un autore affermato da tempo. Nonostante la tua giovane età (classe 1989) rispetti dei ritmi di lavoro che spesso e volentieri vanno in contrasto con la richiesta dell'attuale panorama editoriale, sempre più incalzante. Quanto conta per te il tempo?   

Diciamo che fino ad ora mi sono preso il mio tempo. Con un primo lavoro che ha ottenuto una calorosissima accoglienza, anche a distanza di anni, mi sono sforzato al massimo per realizzare una seconda storia che fosse un salto in avanti per la mia crescita come autore. Sono molto legato ad "Una brutta storia", ed è una storia che ho potuto creare con molta calma e facendo tantissima attenzione, per avere il miglior "biglietto da visita" possibile come autore quando lo realizzai all'epoca. Esordire con Grrrz poi mi ha permesso di godere di una sorta di "certificato di qualità", dovuto al livello pazzesco degli autori lanciati da Silvana, tutti nomi che negli anni sono diventati dei veri e propri pezzi da novanta! Questo mi ha portato ad essere ancor più severo con me stesso durante la realizzazione di "The Rust Kingdom", e anche qui a prendermi tutto il tempo che sentivo necessario per renderlo esattamente come desideravo. Mi riferisco più alla parte che riguarda la scrittura vera e propria (che spesso si sovrappone alla fase di storyboard). Entrambi i volumi hanno subito dei lunghi processi di scrittura e riscrittura dove ho continuato a mettere e togliere materiale, aggiungere e livellare, come quando si modella. Disegnare invece è un processo più scorrevole, che mi costa molta meno fatica "mentale", è sempre molto intenso ma si tratta di un processo più "muscolare". Ora voglio sforzarmi per accorciare il tempo di gestazione fra una storia e l'altra, per spingere un po' più in la' le mia capacità. Specialmente per quanto riguarda i ritmi di scrittura, sento di aver acquisito la confidenza giusta per andare ancora più deciso. Anche rispetto a quello che dici dei tempi di produzione e consumo incalzanti del mercato, sono contento di aver potuto misurare bene le mie forze come autore completo invece di "gettarmi nella mischia" realizzando un libro dietro l'altro fin da subito.   

333 copie


In entrambe le tue opere hai dato ampio spazio al dettaglio del disegno dividendo l'impegno tra il peso del tratto, la dinamica dei movimenti, l'istinto dei personaggi e la caratterizzazione del tuo mondo fatto di sporcizia, sangue, viscere e deformità. Ti sentiresti pronto ad affrontare un progetto che richiede l'esatto opposto, molto più psicologico, in stile Miguel Angel Martin?

In qualche maniera è un desiderio che ora sta facendosi spazio autonomamente nel mio cervello. Come dici tu, fino ad ora ho ragionato partendo da una cifra stilistica visiva, dinamica e basata sul segno, una dichiarazione d'intenti precisa che volevo trasparisse dai i miei lavori. Spesso nel campo di quella che possiamo chiamare "graphic novel", a fare da padrone e a dettare il ritmo e il peso delle storie sono i testi. Io credo in un fumetto, anche quando prettamente autoriale, molto d'azione, molto "disegnato", costruito nel suo contenuto anche partendo da azioni mute, dal segno, dalla scorrevolezza delle immagini, dal ritmo dato da griglie diverse o dall'utilizzo di splash page e onomatopee. Quindi questo mi ha portato a impostare gran parte della mia narrazione su un versante visivo e "carnoso". Tutta questa premessa per dire che, si, nonostante la mia matrice "visiva" comincio a sentire una forte curiosità anche verso storie più cervellotiche e psicologiche, contenuti più sottilmente angoscianti e meno fracassoni. Sto ragionando anche su come raccontare contenuti del genere mantenendo la ricerca di linguaggio visivo e che ho seguito fino ad ora, per declinarlo in qualcosa di differente.   

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Rispetto a Una Brutta Storia, The Rust Kingdom è stato proposto interamente a colori. Sappiamo che la copertina è stata interamente disegnata e colorata a mano mentre le tavole interne hanno subito una colorazione digitale assieme a piccoli sperimentazioni grafiche (in riferimento, in particolare, a una torre rappresentata a fine volume su cui hai utilizzato un espediente in stile Ratigher). Per quanto riguarda il colore, hai dei riferimenti ben precisi anche in questo caso? Ti basi su una palette cromatica di tuo abituale consumo o viceversa hai continuamente necessità di sperimentare anche in questo campo?

Per quando riguarda l'espediente della texture fotografica, ho usato un effetto che fa il verso ai cartoni animati anni 30 dei mitici Fleischer Studios. Realizzavano veri e propri mini set con modellini tridimensionali che venivano poi filmati e utilizzato come sfondi. Questo da piccolo mi creava un senso di straniamento che mi affascinava tantissimo e ho voluto replicarlo utilizzando una texture rocciosa, dissonante con tutto il resto del volume, per caratterizzare la "Torre" che vediamo nell'ultima parte de "The Rust Kingdom". Volevo che sembrasse qualcosa di alieno e fastidioso, fuori posto. Per quanto riguarda l'utilizzo del colore da molti anni realizzo illustrazioni e fumetti brevi colorati in digitale, anche solo per divertimento e curiosità. Questo lunghissimo periodo di sperimentazione mi ha permesso di trovare una mia "voce" legata al colore ben prima di dover affrontare la lavorazione di "The Rust Kingdom", con tutta una serie di toni e abbinamenti che ormai prediligo e ritornano da tempo sui miei lavori (il Rosa fluo-Magenta è una fonte di ispirazione inesauribile). Il colore che mi piace e che uso deriva dal pop degli splendidi lavori supereroistici di Kirby, al mondo super colorato di Adventure Time, ai toni semplici ma eleganti dei fumetti Vertigo anni ottanta-novanta. Quasi sempre si tratta di palette di colori limitate, spesso piatte, ma sature ed acide. Questa colorazione permette anche al segno di esplodere senza venir soffocato da troppe sfumature e da una lavorazione troppo elaborata. Per realizzare il volume ho cercato di dividere i toni in tre o quattro gruppi, cercando di utilizzarne il meno possibile proprio per dare un senso di compattezza e semplicità, pur inserendo contrasti netti e esagerati. Come unico effetto particolarmente "elaborato", ho inserito in quasi tutti gli sfondi del cielo una texture acquerellata, per dare ulteriore profondità e sporcare l'atmosfera di questo mondo. Anche il personaggio del Necromante ha questa texture acquerellata e instabile, rispetto alla piattezza di tutti gli altri personaggi, proprio per far trasparire la natura sovrannaturale del personaggio.  

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Spugna, al secolo Tommaso Di Spigna. Il tuo nome da autore, oltre che a derivare da una storpiatura del cognome, contiene una caratteristica filosofica molto importante ossia l'assorbimento, elemento a cui tieni molto e che di fatto hai preso per mano e stretto gelosamente. Sappiamo cosa hai assorbito in passato (partendo da Rafael Grampà, Alberto Ponticelli, per arrivare a Ratigher piuttosto che Eichiro Oda), ma siamo curiosi di sapere cosa stai leggendo ora... da chi stai attualmente assimilando?

Dunque vediamo: ho recentemente recuperato "Sandro" di Alice Socal, uscito qualche anno fa per Eris Edizioni. Mi è piaciuto tantissimo, un gioiello sia dal punto di vista del disegno che per come sviluppa la narrazione. Nonostante il genere non sia quello che prediligo l'ho trovato super stimolante, un bellissimo lavoro che incastra perfettamente un animo riflessivo a un comparto grafico da urlo. Stesso discorso per "Figlio unico" di Vincenzo Filosa, uscito lo scorso autunno per Canicola, un volume graficamente coltissimo e con una storia molto cruda e potente. Parlando di dinamica uno dei nuovi "maestri" che seguo con attenzione è James Harren, disegnatore americano giovanissimo con uno stile iperdinamico, frenetico e caratterizzato da diversi elementi grotteschi, è anche un disegnatore di mostri e creature FENOMENALE. Jesse Jacobs, sia con il suo libro per Hollow Press che con i titoli pubblicato da Eris, è sicuramente uno degli autori più "affidabili" fra quelli che seguo con costanza al momento, ogni suo lavoro è una festa per gli occhi e un pasto molto sostanzioso anche per il cervello. Fra le letture più recenti "I Dilettanti" di Conor Stechschulte, bellissimo, pervaso da questa sensazione straniante che aleggia durante tutta la lettura, con una violenza casuale, ma inarrestabile. Parlando invece di narrativa ultimamente leggo molto Buzzati, tengo a portata di mano una mega raccolta di racconti, che leggo piano piano. Buzzati ha una voce garbata ed elegante che però può riservare più di un brivido di vera angoscia. A livello di scrittura nell'ultimo anno sono anche rimasto molto impressionato da "Rick e Morty", è una serie che mescola una capacità immaginifica pazzesca con dei momenti di dramma umano stupendi, autenticamente dolorosi, sfaccettati e commoventi. Senza rinunciare ad un'anima di intrattenimento puro. Per certi versi quello che sta esplorando il mio caro collega Cammello con il suo "Tumorama" un volume apparentemente leggero e scanzonato che invece assesta più di un pugno allo stomaco. 

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Parlando di nuovi progetti, sappiamo che stai lavorando al Progetto Stigma, ideato da Akab e che accoglie firme pregiate da tutto il mondo dell'autoproduzione e dell'underground che presto vedrà la luce. Ci puoi raccontare qualcosa riguardo al tuo ruolo in questo nuova concezione di editoria che da massima libertà all'autore?

Quando è nato il Progetto Stigma, mi è stato subito proposto di partecipare ad un volume da realizzare a sei mani: oltre a me gli autori coinvolti sono Akab e Cammello. Si tratta di una storia che recupera perte del cast di Tumorama, serie fenomenale creata da Cammello di cui parlavo poco sopra e raccolta in un volume nel 2017 da Shockdom, e ne approfondisce uno dei personaggi principali: Rubens. Sarò il disegnatore di un certo numero di pagine del volume, su sceneggiatura di Akab, per raccontare una parte molto specifica, ma non ti svelo altri dettagli per non rovinare la sorpresa. Sono molto contento per la nascita di questa etichetta perchè da una parte riunisce molte belle teste che avevano già collaborato a stretto contatto fra loro, penso a tutto il gruppo dei "Dummy", a cui si stanno aggiungendo però diversi autori più giovani e altri rimasti più legati al circuito esclusivamente underground fino ad ora. 

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Sei appassionato anche di arte materica, recentemente hai pubblicato una foto che ritrae un tuo personaggio ricreato partendo da una moka, spesso utilizzato come soggetto per le dediche. Da questo si può dedurre la tua necessità di far sfociare la tua vena artistica non solo su carta, ma anche a livello manuale, in tre dimensioni. Hai delle idee in futuro che vorresti sviluppare seguendo questo tuo hobby? Ti vedrei molto bene a collaborare con un autore come David Bacter per esempio.

Mi sono divertito molto a realizzare il modello di "Italian Tetsuo/Italian Machine Man". Durante l'adolescenza mi sono cimentato parecchio con il modellismo, sia come pittore che come scultore/modellatore, da qui tutto il bagaglio tecnico che mi permette di approcciarmi anche alla "terza dimensione". Per ora è una cosa che riservo solo come momento di hobby e svago, richiede parecchio tempo e quindi devo centellinare il tempo e la voglia da dedicare a questa ulteriore passione. Credo che in futuro mi piacerebbe molto ragionare alla produzione di qualche scultura in serie, è da pensare bene, magari delle serie limitate. Le forme "pupazzose" dei personaggi deformi che disegno si prestano bene, da piccolo avevo svariati giocattoli di mostri (tutti perduti come lacrime nella pioggia ecc ecc) e in effetti tornare ai pupazzi sarebbe un cortocircuito interessante. Mi sono riguardato ora i lavori modellistici di David Bacter, molto belli! in effetti...

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Infine, è oramai chiara la tua volontà di affermarti come autore completo. In passato hai già avuto modo di collaborare con altri autori su lavori brevi, ma saresti interessato a possibili collaborazioni per lo sviluppo di storie scritte e disegnate a quattro mani, magari con un collega straniero?

Senza scendere nei dettagli, ti posso dire che all'orizzonte ho più progetti che mi vedono coinvolto proprio come disegnatore puro al servizio di altri autori che scriveranno i testi, a partire dal volume "Rubens" per Stigma di cui parlavamo prima. È una cosa che ho sempre pensato che avrei fatto, ma che fra indole e impegni vari non si era mai concretizzata realmente. Mi piace molto l'idea di poter passare da lavori come autore completo ad altri esclusivamente come disegnatore, la scrittura è una delle fasi più complesse e delicate del creare storie e poter collaborare con altri autori ai testi è sicuramente un'opportunità stimolante. Purtroppo è ancora tutto top secret, ma vedrete!

Angelo D. Ascani

 
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