Vignettae intervista: Lorenzo Pastrovicchio

Scritto da Pierfrancesco :: [Domenica, 12 Novembre 2017 22:51]

 

Vi diamo il benvenuto in quello che speriamo possa diventare un appuntamento da poter riproporre in futuro sul nostro sito. Intervistare gli autori dei fumetti che leggiamo è sempre stata un’aspirazione per noi, e poter rompere il ghiaccio partendo da uno dei nostri disegnatori preferiti è davvero un onore. Stiamo parlando di Lorenzo Pastrovicchio, una matita che davvero non ha bisogno di presentazioni per chiunque abbia letto Topolino in questi anni, ma vale la pena spendere due parole per coloro, speriamo pochi, che non abbiano goduto di nessuno dei suoi lavori. Lorenzo è stato, insieme a Francesco Artibani, l’artefice principale del ritorno di PK con "Potere e Potenza", dopo aver lavorato con il papero mascherato anche nella serie originale, ma è anche co-autore di Darkenblot con Casty, disegnatore di DoubleDuck, Topolinia 20802, Wizards of Mickey e infinite altre storie per il settimanale. Poco tempo fa è stato anche impegnato nella realizzazione di due bellissime cover per la Marvel, di cui una per la redazione americana. Si potrebbe andare avanti a lungo, ma lasciamo la parola a Lorenzo che ci ha parlato dei suoi autori di riferimento, della scuola Disney italiana, del suo lavoro su PK e dei suoi progetti futuri, tutti da scoprire.

 

pastro

 

Ciao Lorenzo! Innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista, per noi è un onore ospitarti tra le pagine di Vignettae.it. Non perdiamo tempo e passiamo subito alle domande. A nostro parere sei tra i migliori disegnatori italiani attivi sul Topolino, riesci sempre ad aggiungere un tocco particolare che conferisce un valore aggiunto alle tue storie, sin dal debutto su Minnie & Co. quasi ventuno anni fa. In più di un’intervista hai parlato delle influenze di Gottfredson, Otomo o Shirow. In questi ultimi anni hai sentito l’influsso di ulteriori autori? E cosa pensi di poter apportare ulteriormente al tuo stile?

Ciao, buongiorno a tutti, Sono contento di rispondere alla vostra intervista! Le mie influenze, da Gottfredson a Otomo a Shirow? Questi sono e continuano ad essere ancora dei punti di riferimento molto importanti per me. Gottfredson per quanto riguarda proprio la struttura classica di Topolino. Diciamo che ce l’ho lì: ogni tanto me lo sfoglio e me lo guardo. Ovviamente il mio Topolino non rispecchia pienamente le posizioni e le facce di Gottfredson, però secondo me c’era un momento negli anni ’80 in cui tutti facevano un riferimento grafico a Cavazzano e ho pensato che magari io potevo andare a guardare qualcosa di diverso. Non tanto per quanto riguarda la regia in cui Cavazzano è maestro supremo, continuo a guardarlo con una grossa invidia sempre ed è forse questo che sto cercando di imparare da lui, quanto proprio per lo stile e il gusto dei personaggi e quindi mi sono rifatto un po’ agli anni gloriosi di Gottfredson e, appunto, al suo stile. Per quanto riguarda la tecnologia e la regia anche qui Otomo a livello registico mi piace tantissimo e la sua linea chiara pure, me la sento molto vicina. Shirow per la tecnologia robotica credo sia ancora molto attuale e più avanti rispetto ad altri suoi connazionali più giovani. Come nuove influenze, beh, un autore ne ha tante, continue perché comunque quello che leggi, quello che vedi nelle fumetterie e nelle librerie… ne vieni sempre influenzato. Diciamo che negli ultimi anni mi sono appassionato parecchio a Paul Pope in tutte le sue definizioni visto che è parecchio eclettico. Poi è ovvio che le sue cose sarebbero difficili da tradurre in chiave disneyana, non ne fanno parte, però ha un’energia che mi tramortisce quando vedo le sue tavole e quindi mi piacerebbe assorbirne un po’, questo sicuramente sì.

 

  

La scuola italiana è da sempre il punto di riferimento per il fumetto Disney nel mondo, la maggior parte delle storie pubblicate all’estero è firmata da autori nostrani. Cosa ne pensi della situazione attuale in Disney e quali credi siano i punti di forza che ci rendono tanto apprezzati anche all’estero?

Credo che i punti di forza degli artisti italiani Disney al mondo sia il fatto che abbiamo una storia molto lunga di artisti: Topolino è un settimanale che ha 80 anni di storia, quindi insomma non è da ieri che lo leggiamo. È una tradizione che viene trasferita di padre in figlio e quindi da artista ad artista e gli italiani sono sempre stati grandi lettori di fumetti. Forse adesso un po’ meno rispetto a qualche anno fa, ma credo sia normale viste anche le distrazioni tecnologiche. Comunque resta il fatto che questo amore viene trasferito sui personaggi indipendentemente da quello che leggi, si parlava appena prima delle influenze. Essendo lettori di fumetti molto variegati, non solo disneyani, tutta questa forza viene portata nel fumetto da varie direzioni ed è questo che crea una bella amalgama, un po’ “bastarda”. Il tutto ci differenzia molto dagli altri artisti disneyani esteri, magari autoriferiti a cose già viste, il che non è una buona semente per la crescita della creatività.

 

 

Essendo tra i principali autori del rilancio di PK avvenuto ormai 3 anni fa, è inevitabile proporti una domanda su questo fantastico universo. Hai lavorato a questo personaggio dall’originale serie mensile e alcune delle più memorabili storie hanno la tua firma (inevitabile citare Trauma). Con Potere e Potenza e con l’avvento di Moldrock hai portato il nostro supereroe sulle pagine del settimanale con successo. Come riesci dopo tutti questi anni, a realizzare nuovi protagonisti inediti come Moldrock, così innovativi, ma al contempo perfettamente inseriti nell’universo Pikappico? Quali sono le difficoltà nel realizzare questi kolossal fumettistici sulle pagine del settimanale?

Beh, è una cosa mia. Diciamo che mi sono sempre trovato bene con un tipo di universo pikappico, meno con un altro. Come tutti, nelle proprie corde abbiamo certi punti di forza e certi punti deboli, no? Quando c’è stato da rilanciare PK era inevitabile scegliere come sceneggiatore Francesco Artibani perché è quello che ha la memoria storica di PK più estesa di tutti ed è un grande ricercatore, molto pignolo, quindi grazie a lui siamo riusciti tuttora ad innovare e a chiudere delle porte che erano rimaste aperte. Per quanto riguarda i nuovi personaggi mi diverto un sacco, è forse la parte più divertente: da Moldrock all’Orda, al restyling degli Evroniani… li porto un po’ su quello che piace a me. Però vedrete che adesso, su questo quarto giro di danze che stiamo facendo, ci saranno anche personaggi inaspettati e non solo muscolari come sempre e questo forse farà piacere a tanti che dicono che sono un po’ troppo attaccato alle anatomie ipertrofiche (ride, ndr)! Credo proprio che vi divertirete: sarà il quarto kolossal, come definite, e l’impegno è grande. È grande ed è grande tale da non permettermi di fare altro nel periodo in cui lavoro su PK. Sono 160-165 tavole, è stata questa la media, e quindi l’impegno porta via cinque mesi, ti assorbe totalmente ed è bellissimo, non lo nego. Impegnativo, ma bellissimo. Però con Francesco (Artibani ndr) qua andiamo a chiudere questo ciclo e poi vedremo cosa succederà. Anch’io sono sempre curioso di vedere il dopo come voi.

 

 

 

potere potenza

 

 

 

La notizia del momento tra gli appassionati Disney è la bocciatura, per questioni principalmente di diritti d’autore, di due parodie che ci avevano fatto venire l’acquolina in bocca al solo pensiero di leggerle: il progetto del Signore Degli Anelli di Enna-Celoni e il Blade Runner di Claudio Sciarrone. Sono solo gli ultimi casi di storie dalle premesse così interessanti che però non verranno mai realizzate. Qual è il tuo parere in merito? È capitato anche a te che una storia venisse rigettata per qualche motivo?

Il discorso delle parodie è sempre molto delicato: ultimamente c’era stata quasi una moda di presentare una parodia e in tanti hanno portato idee e progetti che parodiavano la qualsiasi. La tentazione è forte perché, essendo noi appassionati di qualunque cosa, ti verrebbe voglia di rimetterci le mani sopra con i tuoi personaggi. Purtroppo non sempre si può fare, bisogna stare molto attenti a questo tipo di operazioni. Non entro nel dettaglio se sia meglio fare una buona parodia o una buona storia inedita: è un’alternativa come altre. Certo è che quando vai a lavorare nel campo degli altri diventa un po’ difficile, anche perché si parla di diritti d’autore e cose di questo tipo qua, niente è scontato. Quindi è andata così. Ci sono anche molte storie nuove che comunque a volte subiscono degli stop e quindi penso che sia una cosa normale. Ci sono corsi e ricorsi: magari fra dieci anni certe cose che non si potevano fare adesso si faranno tranquillamente. Se a me è capitato che una storia venisse rigettata per un motivo? Sì che mi è capitato! Ma capita più o meno a tutti: le idee sono tante, la voglia di fare anche, però non sempre tutto passa. Mi è capitato anche di farla, finita e inchiostrata e poi avere degli stop per vari motivi, inattesi anche da parte di chi lavora con noi in redazione. I progetti abortiti sono cose che capitano, succede anche in altri campi. Quindi è tutto normale.

 

 

Recentemente hai realizzato per la Marvel una bellissima cover variant componibile in due parti. Ci puoi raccontare qualcosa di questa collaborazione e del processo creativo che c’è stato dietro? Hai altri progetti in cantiere con la Marvel o comunque extra Disney? 

La Marvel è sempre stata un mio pallino, soprattutto da ragazzo. Credo che sia una di quelle cose che ti porti dietro e dici “ah, prima o poi mi piacerebbe”. È capitato l’altro anno, parlando con i ragazzi della Panini, che visto il successo di PK si potevano fare un paio di copertine con lo stile mio e di Max (Monteduro, ndr). Evidentemente agli Americani è piaciuta e mi hanno chiesto di fare una cover, qui inedita, su I nuovi Vendicatori (All-new all-dfferent Avengers, ndr). Ho fatto la variant cover del numero 1 dell’edizione americana. Se capiterà altre volte volentieri, certo è che mettersi a fare storie a fumetti per gli Americani è impegnativo: c‘è stato un periodo in cui avrei voluto farlo, adesso magari vorrei fare altri progetti, magari miei. Infatti anche con Francesco, il mio fido socio, abbiamo in mente qualcosa di extra Disney, ma di questo parleremo più avanti. Il processo creativo? Niente di più delle copertine che faccio per la Disney: forse qua addirittura meglio, mi è stata data carta bianca. Purtroppo i tempi erano strettissimi, questo c’è da dire. Siamo partiti con ampio margine, ma poi purtroppo come sempre, con agosto di mezzo e tutte queste cose qua… Ci si è ritrovati con l’ok e le varie approvazioni da risolvere in circa una settimana, quando magari avevo cinque mesi di tempo. Quello è l’unico rammarico che ho, mi sarebbe piaciuto potermela godere e guardare un po’ di più (ride, ndr)! Però fatta la matita libera, senza nemmeno l’impegno di metterci sopra un logo, la mano è passata a Max per il colore. Si poteva far meglio? Si poteva far peggio? È venuta così, ci siamo divertiti. Vedremo le prossime quando ci saranno!

 

 

 

variant avengers

 

 

 

Sei sbarcato su Facebook e Instagram solo di recente a differenza di alcuni tuoi colleghi, disegnatori e non, che ormai sembrano dei veri e propri influencer e che dall’esterno fanno pensare che i social stiano acquisendo un’importanza sempre maggiore nel vostro ambito. Quanto e come credi che siano importanti queste piattaforme nel mondo del fumetto moderno? 

Sì, è da poco che sono sbarcato su Facebook. Ho avuto un grande entusiasmo all’inizio: ho pubblicato tante cose, tante immagini, disegni e poi mi sono un po’ fermato perché porta via un sacco di tempo! Curioso sempre, come tutti: lo trovo un po’ una perdita di tempo, però poi è difficile farne a meno. Sei sempre lì curioso che guardi, che sbazzichi… Che sia importante per il fumetto moderno questo tipo di piattaforme? Forse per l’ego moderno è importante, perché per il resto non so. Magari se diventi uno come Sio può diventarlo, perché fai dei numeri talmente alti che a un certo punto vieni notato per forza. Effettivamente le grandi case editrici si trovano a cercare sempre una maniera per attirare nuovi lettori e quindi è normale che vadano a vedere sui social cosa accade. Per quanto riguarda invece il classico vecchio fumetto, può servire per velocizzare e far vedere alcune cose. Sicuramente oggi come oggi questa tecnologia ci ha aiutato tantissimo per i contatti, per la ricerca e per mostrare le cose, mentre prima dovevi spedirle o presentarti di persona, sia che fosse in Italia, sia che fossi in Europa o in America. Sicuramente internet ha aiutato tanto e i social aiutano a proporsi in mercati prima sconosciuti. Per il resto credo che ci sia tanta voglia di farsi vedere, ma come in questo anche in tante altre cose. Quindi una volta scremato tutto bisogna vedere cosa rimane.

 

 

In chiusura non possiamo esimerci dal farti la più classica delle domande. Immaginiamo siano tante le novità che bollono in pentola e sappiamo già della nuova saga di PK a cui lavorerai con Francesco Artibani, che andrà a chiudere la trilogia di Moldrock e già non vediamo l’ora di leggerla, ma c’è qualcos’altro in arrivo di cui puoi già parlarci? 

Come dicevo prima sto lavorando su questa terza parte di Moldrock, ma in realtà è la chiusura di una quadrilogia partita con Potere e Potenza che andava a ricostruire un po’ il mondo di PK. Almeno noi l’abbiamo vista così, in maniera da porre delle nuove basi anche per futuri artisti e rimettere un po’ le cose in piedi rispetto a come erano state lasciate. Anch’io non vedo l’ora di leggerla quando sarà finita, come voi (ride, ndr). Se c’è qualcos’altro in arrivo? Sì, quest’estate ho lavorato su una storia steampunk assieme a Fausto Vitaliano, con Topolino e Pippo. Una storia ispirata un po’ a Giulio Verne: saranno più o meno 80 pagine; molto, molto carina, mi sono divertito tanto con quel tipo di ispirazioni. Dopodiché sempre con Francesco abbiamo in mente una storia per riportare un po’ di vita a Pluto, un personaggio importantissimo che in questi ultimi anni non è stato più tanto utilizzato neanche da Topolino, che non se lo filava più nemmeno per portarlo a fare i bisogni. È stato necessario, povero Pluto! Sarà una storia molto divertente che forse darà origine a una serie, vedremo. Sempre con Francesco abbiamo in mente altri tipi di avventure, extra pikappiche, altri progetti abbastanza importanti che abbiamo già presentato a livello proprio di studi, di soggetti ecc. Quindi c’è parecchia roba in cantiere. E poi ci sono sempre le storie a sorpresa, quelle che l’amabile redazione (di Topolino, ndr) a volte mi propone e quelle non so… sono sorprese (ride, ndr)! Per il resto, io sono sempre pronto a qualsiasi cosa, spero che mi seguiate sempre con affetto, che vi piacciano i lavori che propongo e vi ringrazio tanto per avermi dato la vostra attenzione con quest’intervista. Ciao a tutti!

 

 

 

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E noi ringraziamo ancora Lorenzo Pastrovicchio per la sua gentilezza e la sua disponibilità. Continueremo a seguire i suoi lavori con grande interesse!

 

Intervista svolta da Pierfrancesco Piccirilli e Luca “Vivi” Rago.

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